Ultimo spettro
Fiume di
luci, piramide
di mari.
Ombre danzanti
di piccole
parole.
Parti
perse di
lune,
nere.
Albe alte
d'altre.
Prima,
poi,
ora,
i venti vogliono
vie.
Canti
Piccolo
spettro
che balla
tra
voci di
voci, e
narra
musiche
erranti
melodie
vinte
oblii
d'odii.
Mille
spiagge,
deserte.
Vortici
di onde
infiammano
canti
spartiti
partiti
da anni
su
velieri
senza
venti, mai
giunti.
Quattro
note, o tre,
bisbigliano
sogni di
bisogni.
Spari.
Un filo
d'acqua
scorre
il vano,
lungo
lago di
case, e
il silenzio
ora ode
esplode
ritmi di
rabbia.
Orchestre
di occhi
sinfonie
morte.
Le porte.
Chiuse.
Tempeste
Piccole
tempeste
foreste
di lampi.
Resta
un poco
di
polvere
di cenere
candele
memori
di
incerti
cancelli.
Due chiavi,
spezzate.
Uccelli
urgono
uscite
d'aria vie
non viste
piste percorse
da carri
di parole.
In mezzo
un fiume
senza
ponti canta
canzoni
di
paura.
Incroci
d'incroci.
Segnali.
Nubi
travolgono
tratti spazi
fatti di
luce
passata
solo
colore
grigio
dolore.
Finirà,
dice
l'uccello
che
ha
trovato
salvato
da due
sogni.
Ritorni
Bagliori
bussano
vetri
violenti.
Venti
volenti vie
osservano
fissi
rotaie
senza
ruote.
Tre
tra sè
parlano
di sè.
Silenzio
di rumore.
Fessure.
Ora,
la nave
arriva
e nel
ritorno
è
la
partenza.
Non
tutto
il visto
è sarà
parola
e
percorso
fu
futuro.
Ancora
d'aria
il pensiero
va
ancòra
al
vento.
Fiamme
Le
tende
di vento
del
tempo
aprono
pertugi
di luce,
sussurri.
Feroci
fiamme
d'acqua
son
segni
doppi
di
forsi
passati
futuri
cielo
nero,
vuoto.
Ore.
Dos
Vuoti
d'aria
aleggiano
vivi
strade
d'onda
occhi.
Stelle
d'auto
corrono
a
coppie
rosse
bianche
bìluci.
Lampioni
a
due
braccia
immoti
attendono,
spenti.
Frammenti
Luci
senz'
aria
gelide
grotte
di
fuoco
piccole
parole
perse.
Suoni
di
vie
vuote
occhi
sentono
ombre
un
vicolo.
Archeologi
di
futuro
scavano
tracce
nebbie
di
asfalto
tra
facce,
vetri.