Monday, May 01, 2006

Strade

Teschi,
sepolti da sembianze
di pelle, persi per
labirinti di
luce.

All'angolo, atteso ancora,
appare il vento - risuona
rabbia, ma è solo suono,
senz'aria.

Corriere costruite per correre,
cose immobili, celle di liberi condannati,
memorie dell'impossibilità di fuga.

D'un tratto si scorge un vivo,
tratto vero d'un viso, anomalia,
maglia aperta - ma, messo a
fuoco, è foto, marketing.

Un dubbio permane, sottile: se l'occhio,
abituato a vedere falsi visi che vendono,
non ne abbia una volta scambiato, per essi,
uno vero.

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